Parma

Piazza Duomo

La piazza, sulla quale si affacciano il Duomo, il Battistero e il Palazzo Vescovile, costituisce un autentico capolavoro di architettura medievale. La Cattedrale di Parma, la cui costruzione iniziò verso il 1059 per mano di maestri centro-lombardi, fu consacrata e dedicata a Santa Maria Assunta nel 1106. Può essere considerata fra gli edifici più rappresentativi del romanico padano: la facciata, con tetto a capanna, presenta tre ordini di logge e tre portali mentre all'interno la struttura, a croce latina, comprende tre navate più un transetto con cappelle laterali terminate da absidi. La decorazione interna è opera di scuola manierista emiliana e mostra pezzi scultorei di notevole interesse fra i quali, nel transetto, la Deposizione di Benedetto Antelami; nella cripta sono visibili frammenti di mosaici risalenti all’epoca paleocristiana. Il Correggio dipinse la grande cupola che s'innalza sopra al presbiterio tra il 1525 e il 1530, rappresentandovi l'Assunzione della Vergine circondata da apostoli, efebi e angeli recanti strumenti musicali e, nei pennacchi, i santi patroni della città; l’illusionismo prospettico dato dal vorticoso moto verso l’alto delle figure attorno alla Vergine rappresentò per l’artista emiliano il raggiungimento dei più alti livelli espressivi.

Il Battistero, posto accanto alla cattedrale, costituisce dal punto di vista architettonico un simbolo del trapasso dal tardo romanico al gotico; questo edificio a pianta ottagonale, rivestito di marmo rosa di Verona, fu iniziato nel 1196 (come è testimoniato dalla data incisa sull'architrave del portale nord) e portato a compimento solo nel 1307. Benedetto Antelami diresse l'opera e ne realizzò quasi per intero la mirabile decorazione plastica. Il portale occidentale è detto del Giudizio Finale e quello meridionale è detto della Vita.

Di fronte al duomo è collocato il Palazzo Vescovile, sede della Diocesi di Parma e del Museo Diocesano (ingresso in Vicolo del Vescovado, 3/A); edificato in epoca medievale, ha subito fino al XX secolo vari interventi di ristrutturazione.

FILM GIRATI IN QUESTA LOCATION:

At salut pader

REGIA: Paolo Cavara
ANNO: 1979

Il film racconta la storia di Frate Lino da Parma che, giunto nella città a piedi nel 1893, vi operò instancabilmente fino alla morte, avvenuta per strada nel 1924. Padre Lino, costantemente alla ricerca della fame da alleviare, del dolore da consolare, dell'ingiustizia da riparare fu un venerato simbolo della carità evangelica, anche se non sempre compreso da superiori, confratelli e fedeli a causa di un anticonformismo che portava il buon frate a cozzare contro situazioni ben più grandi di lui: lo sciopero agrario del 1907, la reazione della città contro la parte politicamente avversa, le vittime degli scontri dell'Oltretorrente, la violenza scatenata che produceva vittime inermi e innocenti. In alcuni momenti Padre Lino aveva l'impressione che la sua opera fosse inutile, ma non si fermò per l'impossibilità di fare dei bilanci. Anche quando le forze erano vacillanti tentò di raccoglierle disperatamente per essere di testimonianza di un mondo bisognoso. La morte lo colse così, nel silenzio di una città sbigottita, sotto lo sguardo di pochi passanti commossi. Il suo ricordo è un prezioso messaggio d'amore. 

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Fratello ladro

REGIA: Pino Tosini
ANNO: 1981

Padre Lino dei Frati Minori , vissuto trentun anni a Parma come cappellano delle carceri giudiziarie e direttore del riformatorio, lavora  per aiutare i poveri con modi che possono apparire poco ortodossi ma che gli consentono di realizzare tempestivi soccorsi. In contrasto con l'ambiente conventuale e col Vescovo che lo esortano alla moderazione, padre Lino si ribella,  riuscendo  a strappare l'assoluzione per cinquanta sindacalisti processati a Lucca e a evitare devastazioni e incendi in occasione della "Settimana rossa" di Parma (giugno 1914). 

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Gialloparma

REGIA: Alberto Bevilacqua
ANNO: 1998
Al centro della storia tre personaggi: Margot, il sostituto procuratore Bocchi e Giulio Pagani. Attorno a loro gli "industriali": il Minotti, il Bordi, 
il Fornari, il Marchini, il Bollati, tipici arricchiti di una provincia "grassa" e produttiva basata sulla fabbricazione della pasta, del formaggio parmigiano e dei prodotti suini. Esperti nell'ottenere il massimo profitto, anche con sistemi non proprio ortodossi, primitivi e brutali, sono loro che hanno saldamente in pugno il dominio della città, Parma, dove il sole risplende come oro sulle case, tingendole del famoso "Gialloparma". Accanto a loro tre donne: Franca, Giustina e Luisa, ognuna con il proprio cumulo di aspirazioni deluse, di tradimenti sopportati o ricambiati, di ansie e di solo apparente felicità.
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La luna

REGIA: Bernardo Bertolucci
ANNO: 1979

Caterina è un’affermata cantante lirica italoamericana. Quando improvvisamente muore Douglas, suo marito e manager, decide di lasciare New York per tornare a Roma insieme al figlio adolescente Joe, che ha spesso trascurato a vantaggio della sua carriera artistica.
Lì, il ragazzo inizia a frequentare i più malfamati quartieri romani e diventa tossicodipendente; quando la madre se ne accorge, mette da parte carriera e amici per dedicarsi a ricostruire il rapporto col figlio, arrivando persino a concedergli un’intimità equivoca e incestuosa. Ma Joe è fortemente ripiegato su se stesso, così Caterina, disarmata, decide di recarsi a Parma, la città dove anni prima aveva studiato canto. Rivede i luoghi dove ha trascorso la sua giovinezza: piazza Duomo, il giardino Ducale, il ponte. Il figlio presto la raggiunge e il rapporto con la madre si rivela ancora una volta decisamente morboso.
Tornati a Roma, Caterina avverte sempre più il bisogno di rivelare a Joe un’importante verità sul suo passato…

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Paganini

REGIA: Klaus Kinski
ANNO: 1989

Nel corso di un concerto al Teatro Regio di Parma, il grande violinista Niccolò Paganini ripercorre la propria inquieta esistenza, anticipandone l'epilogo. Sul filo della memoria scorrono le follie e le stravaganze, il successo riscosso ovunque e l'idolatria del pubblico, le incontrollabili ossessioni erotiche e lo spettro dei creditori, il rapporto con l'adoratissimo figlio Achille. 

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Il prato delle volpi

REGIA: Piero Schivazappa
ANNO: 1989

Primavera del 1944. Valentino ha appena undici anni ed è disperatamente solo. Il padre è prigioniero di guerra in Africa, e la madre, per svolgere la sua attività di concertista, lo ha affidato a  una balia che vive sull'appennino parmense. Qui, giorno dopo giorno, gli scontri tra partigiani e nazifascisti si fanno sempre più frequenti e cruenti, e l'unico conforto appare essere l'affetto di don Gabriele, il parroco del paese. 

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Quell'antico amore: Carlo III

REGIA: Anton Giulio Majano
ANNO: 1982

Basato sulla tragica vicenda di Carlo III di Laurenzi della dinastia dei Borbone, è la storia della passione del duca di  Parma per una marchesa fiorentina, Emma, da lui sedotta. L'amore autentico e irrefrenabile tra i due viene troncato da un attentato politico nel quale il duca rimane ucciso.

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Segni particolari - Appunti per un film sull'Emilia Romagna

REGIA: Giuseppe Bertolucci
ANNO: 2003

Percorso poetico del luogo/nonluogo Emilia Romagna commentato da Carlo Lucarelli con letture di autori noir emiliano romagnoli. Sono presenti brani tratti da: "Quando il Po è dolce " di Renzo Renzi, 1952 "Piccola Arena Casartelli", Aglauco Casadio, 1960 "Casalmaggiore", Cineteca di Bologna, 1910.

Un documentario che fa parte di Via Emilia, un progetto di quattro film sull’Emilia-Romagna sviluppati a partire da spunti di altrettanti scrittori originari della regione, a ciascuno dei quali è stato chiesto di raccontarla dal proprio personale punto di vista. Qui è il giallista parmense Carlo Lucarelli a parlare della “sua” Emilia: il risultato è stato definito dallo stesso Bertolucci «un privatissimo capriccio emiliano, […] un piccolo film cresciuto nella mia testa un po’ come la partitura di una canzonetta, come una filastrocca di suoni e immagini, di microstorie e di versi d’occasione». Il mediometraggio è in effetti un singolare affresco sulla regione, vista come «una megalopoli virtuale» ricca di fascino, ma anche di contraddizioni; non ci sono pretese di oggettività documentaristica né di sintesi del materiale girato (di vario tipo e provenienza), è piuttosto privilegiata la testimonianza soggettiva alternata a storie appena accennate, scampoli di film, canzonette e ballerini.

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La signora gioca bene a scopa?

REGIA: Giuliano Carmineo
ANNO: 1974

Un dongiovanni napoletano, proprietario di un negozio di calzature, oltre al vizio delle donne, ha anche quello del gioco. Perde somme favolose e per far quadrare il bilancio è costretto a "vendere" i suoi servizi amatori ad alcune vogliose signore. Ma perde troppo e il surménage erotico rischia di farsi insostenibile. Il dongiovanni chiede l'aiuto del suo commesso, che si rivelerà tanto bravo da togliergli l'affezionata clientela.

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La tragedia di un uomo ridicolo

REGIA: Bernardo Bertolucci
ANNO: 1981
Primo Spaggiari è un piccolo industriale caseario di origini contadine, sposato con Barbara, una raffinata donna francese.
Il figlio Giovanni viene sequestrato nel giorno del suo ventesimo compleanno da un gruppo di terroristi che successivamente chiedono allo sprovveduto imprenditore parmense un riscatto di un miliardo di lire. Spaggiari, aiutato da Laura, la giovane operaia fidanzata con Giovanni, è costretto a chiedere prestiti e a rivolgersi a degli usurai per riuscire a racimolare l’enorme somma richiesta.
Quando da Laura e da Adelfo, un prete operaio, apprende la notizia dell’uccisione del figlio, Primo è distrutto ma continua a raccogliere il denaro necessario, e con l’appoggio di Barbara escogita un piano assurdo e truffaldino per salvare almeno la sua azienda, che da qualche tempo è sull’orlo del fallimento; una pessima idea, che non tarderà a rivoltarglisi contro.
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I virtuali

REGIA: Luca Mazzieri, Marco Mazzieri
ANNO: 1996

In un torrido agosto nella deserta e assolata Parma, Marco, regista, e il suo amico Andrea, sceneggiatore, devono scrivere un film per la televisione, i cui protagonisti sono un padre, una madre e un bambino. I due vogliono terminare al più presto il loro lavoro per essere pagati dal produttore, il quale li obbliga a infarcire la storia di disgrazie per aumentare il potenziale audience televisivo. Ben presto essi entrano in crisi di idee. Hanno difficoltà a scrivere un film lontano dalle loro intenzioni creative; per Marco è anche una crisi d'identità, perché sente di negare gli insegnamenti poetici del suo maestro Cesare Zavattini. I dubbi lo perseguitano, gli procurano delle vere e proprie visioni nelle quali vede come reali due dei personaggi del film che sta scrivendo. La madre e il bambino, che dopo la morte del padre sono disperati per le sequenza di disgrazie a cui sono sottoposti, si ribellano e cercano da Marco rassicurazioni sul loro futuro di personaggi. Una crisi visionaria più forte delle altre lo destina a una ricovero al pronto soccorso, dove viene imbottito di sedativi. Al suo ritorno giunge la notizia che il film è slittato e che il produttore non pagherà fino all'autunno inoltrato. Andrea lascia Marco e se ne torna a Roma. Dopo aver cacciato a fatica l'ultima visione dei personaggi che lo tempestano di richieste sul prosieguo della sceneggiatura, Marco prende la bicicletta e lascia la città. Pedala, pedala, pedala, arriva fino all'argine di un fiume e...

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Voglio una donnaaa!

REGIA: Luca Mazzieri, Marco Mazzieri
ANNO: 1997

Mario Becchi, in prigione per atti osceni in luogo pubblico, racconta la sua vita a Marta, una giovane psicologa che assiste i detenuti. Mario, considerato un maniaco sessuale, è in realtà un povero diavolo la cui vita è stata un susseguirsi di episodi tragicomici. Può un bambino andare a vedere i fidanzati far l'amore in macchina e trovarci il padre con la sua maestra? Può un uomo andare in coma a 20 anni per tre volte per distrazione? Mario, sì. Perché pensa sempre alle donne. Le ama tutte, ma non ne ha mai posseduta una. Tutti i suoi tentativi di accoppiamento falliscono miseramente, finché un giorno viene sorpreso con il tipico impermeabile ad inseguire una suora nel parco. Ma è proprio un maniaco sessuale? O non sarebbe meglio definirlo un "Forrest Gump dell'amore"?

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