Bologna città

Bologna

Tra l'Appenino tosco-emiliano e la Pianura Padana si trova Bologna, la città capoluogo della provincia e della regione Emilia Romagna, centro generatore di arte, cultura e commercio all'incrocio tra il nord e il sud del paese. In passato è stata la patria di grandi artisti tra cui Pier Paolo Pasolini, Giorgio Morandi, Guido Reni, i pittori Carracci, Guercino, e Guglielmo Marconi, famoso per l'invenzione del telegrafo senza fili che gli valse il premio Nobel per la fisica nei primi anni del Novecento. Bologna viene spesso chiamata "la Dotta" per la sua lunga tradizione universitaria (fu la prima università del mondo occidentale), "la Grassa" per le ricchezze gastronomiche e "la Rossa" per il colore dei mattoni usati nella costruzione delle torri e dei numerosi palazzi storici, oltre che per i suoi trascorsi politici. Grazie all'ottima conservazione dell'antica architettura della città è possibile leggere le diverse fasi della sua storia. Le mura trecentesche con le sue dodici porte, dieci delle quali conservate fino ad oggi, circondavano il centro storico della città fino agli inizi del Novecento, quando vennero abbattute per dar luogo ai viali di circonvallazione, oggi arteria principale della città. L'impianto urbanistico che si espande all'interno delle mura è prettamente medievale, anche se nella parte più centrale si notano influenze duecentesche e configurazioni rettangolari della città romana. Le facciate dei numerosi edifici del centro storico sono costruite in stile sei e settecentesco, mentre la zona Nord della città e sopratutto la parte adiacente alla stazione ferroviaria sono segnate da architetture novecentesche, nate nel periodo di ricostruzione dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Oltre ai numerosi portici che percorrono tutto il centro storico raggiungendo quasi i 40 km di superficie, un'altra particolarità della città sono i canali risalenti al XVII secolo e ora visitabili solo in percorsi sotterranei.

Disponibile su questo sito un itinerario cineturistico sulla città.

FILM GIRATI IN QUESTA LOCATION:

Alta marea

REGIA: Lucian Segura
ANNO: 1991

La vicenda inizia nella zona del Delta veneto, dalle parti di Boccasette.
Cinque giovani spensierati e ribelli si ritrovano a vagabondare allegramente e senza meta lungo le rive del Po. Quando uno di loro viene picchiato da una guardia di sicurezza in una discoteca ipermoderna, ed essi si vedono attribuire la responsabilità del fatto, si accorgono di trovarsi di fronte ad un reale pericolo. Presi dal panico fuggono e nella fretta investono un poliziotto. Fuga, paura, crollo delle amicizie e delle identità di ciascuno caratterizzano la fuga traumatica ed inutile che avrà una tragica quanto involontaria conclusione

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Ameriqua

Ameriqua

REGIA: Marco Bellone, Giovanni Consonni
ANNO: 2013

Charlie deve laurearsi, ma è un fannullone. I genitori che, invero, sono molto ricchi, decidono di tagliargli i viveri al fine di responsabilizzarlo, concedendogli un ultimo assegno di cinquemila dollari con i quali crearsi un diverso stile di vita. Charlie, invece, acquista un biglietto per l'Italia e si ritrova a Napoli, derubato da un gruppo di malviventi di tutto ciò che ha. Decide di andare a Bologna dall'amico Lele che si è proclamato Re di Bologna. Lele insegnerà a Charlie le sue strategie di successo con le donne e i due si abbandoneranno a serate all'insegna delle scorribande e a festini notturni. Fino a quando il protagonista, involontariamente, farà un torto ai danni di due boss della malavita, dando il via a innumerevoli guai.

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Bellezze in bicicletta

REGIA: Carlo Campogalliani
ANNO: 1951
Silvana e Delia, due ballerine, partono in pullman con destinazione Milano, per unirsi alla compagnia teatrale di Totò. A causa di un blocco 
stradale il pullman è costretto a fermarsi e le ragazze accettano un passaggio sull'automobile di Giulio, un giovane diretto a Bologna. Durante il viaggio, Giulio tenta di baciare Silvana, la quale si ribella e scende insieme all'amica. Trovano rifugio in una casa di campagna ma ne fuggono durante la notte, credendo a torto di essere cadute nelle mani di un feroce delinquente. La mattina seguente, giunte in un paese, credono di aver raggiunto finalmente la compagnia di Totò, ma scoprono che si tratta solo di un suo imitatore. La sera dello spettacolo scoppia lo scandalo e le ragazze sono costrette a fuggire indossando i costumi da ballerine. 
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Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno

REGIA: Giorgio C. Simonelli
ANNO: 1936

La storia è ambientata in un Medioevo pittoresco ma molto rozzo. Il villano Bertoldo è invitato alla corte di un re di una piccola provincia perché deve impedire le nozze della figlia con un imbroglione di nome Lord Wilmore. Bertoldo si fa aiutare nell'impresa dal figlio Bertoldino (sciocco anche lui) e dal nipote Cacasenno. Dopo tante peripezie, i tre contadini riusciranno a impedire con buffi stratagemmi le nozze tra i due nobili. Così la principessa potrà andare in sposa al cantore Brunetto, uomo colto, giovane e bello, di cui la nobildonna era innamorata da tempo.

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Bianco e nero

REGIA: Alfredo Masi
ANNO: 1918

Prodotto dalla Felsina-film di Bologna (che aveva gli studi in un capannone di vetro in via Rialto, mentre per gli esterni utilizzava i Giardini Margherita), il film fu preso di mira dalla censura per scene “indecenti e immorali riproducenti la vita libera della protagonista”.

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Bologna, 2 agosto - I giorni della collera

REGIA: Daniele Santamaria Maurizio, Giorgio Molteni
ANNO: 2014

Durante gli anni di piombo un gruppo di giovani militanti del MSI sceglie di aderire ai movimenti extraparlamentari dell'estrema destra, fondando il gruppo armato NAR. Un clima di terrore fomentato da pestaggi, uccisioni, rapine che culminerà nella strage efferata della stazione di Bologna, il 2 agosto 1980.

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Cinema !!!

REGIA: Pupi Avati
ANNO: 1979

Giuseppe, Giuliano, Carlo, Giulio e Giorgio vivono a Bologna e sono amici da tanto tempo. Hanno in comune il sogno di riuscire ad entrare nel mondo del cinema per realizzare tutti insieme un film. Vogliono costruirsi il loro futuro e per finanziare il loro primo lungometraggio sono disposti anche a lavorare nelle catene di montaggio, fare i camerieri oppure organizzare eccentrici concorsi di bellezza. Il loro progetto non è semplice e, dopo tanti tentativi, avventure e delusioni, riusciranno a realizzarlo grazie all'aiuto di un misterioso, generosissimo finanziatore... 

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L'esercito di Scipione

REGIA: Giuliana Berlinguer
ANNO: 1977

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, un manipolo di soldati sfuggono dai tedeschi e, guidati da un maggiore, si dirigono alla volta a Bologna. Durante il tragitto la compagine raccoglie altri soldati in cerca di un nuovo senso. Una volta giunti nel capoluogo emiliano si adattano a lavorare sottopagati per una falegnameria, mentre il maggiore coltiva l'ambizione di dare vita con loro a una cellula partigiana; questo sogno si scontrerà però con le defezioni dei soldati e con la carenza di contatti con altre formazioni della guerriglia.

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Fiabeschi torna a casa

REGIA: Max Mazzotta
ANNO: 2012

Spin-off del più celebre Paz! di De Maria. Il personaggio di Fiabeschi, nato dalla penna di Andrea Pazienza, ritorna in questo film ambientato ai giorni nostri e non più nella Bologna degli anni Settanta. Da sempiterno studente fuoricorso, Fiabeschi è diventato un quarantenne disoccupato e scapolo. Incontrerà Sara, una barista muta, ritroverà i suoi vecchi amici e cercherà di avviare un'attività di trasporti.

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Fuori vena

REGIA: Tekla Taidelli
ANNO: 2005
Tekla è una punk che vive in una 'Kascina Okkupata', frequenta la scuola di cinema, e scandisce le sue giornate a suon di cocaina e 'birre', 
nemica del 'posto fisso' e del 'quieto vivere'. Una mattina, si 'scontra' con Zanna, un eroinomane sveglio e disinvolto, e se ne innamora. Il giovane, in bilico fra Tekla e la siringa, cerca di conservare entrambe. Tekla però, non ci sta: non importa che anche lei faccia uso di droghe, perché riesce a gestirle (o almeno le pare). Se non vuole perdere lei, Zanna deve mollare l'eroina. E Zanna ci prova, cerca di disintossicarsi, ma quando scopre che Tekla sta scrivendo un film su di loro, senza pensarci troppo torna a 'bucarsi'. Chi è l'eroe, chi l'antieroe? Diificile a dirsi, in questo melodramma 'diseredato', la storia di un tossico che fa di una punk la sua ultima chance, la storia di una punk che impara la natura della vita, dura e appassionata, in un carosello di sbronze, rave-party, e teneri 'spogliarelli' al chiaro della luna milanese.
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Ispettore Sarti 2

REGIA: Giulio Questi
ANNO: 1994

Sulla scorta dei romanzi del giallista Loriano Macchiavelli, la serie porta in scena un poliziotto “all’italiana”: Gianni Cavina veste l’impermeabile dell’ispettore Sarti per le vie di una Bologna inedita, dark e notturna, piena di misteri e poco godereccia. Attorno alla figura del protagonista ruotano quelle dell’amico informatore intellettualanarcoide Rosas (Tiziano Schirinzi), della misteriosa fidanzata Leda (Cristiana Borghi), del commissario Raimondi (Paola Maria Scalondro). Tra i volti noti che si susseguono, si riconoscono quelli di Arnoldo Foà, Daniela Poggi e Nicola Pistoia. Maurizio Rotundi è regista e sceneggiatore del primo ciclo.

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Jazz band

REGIA: Pupi Avati
ANNO: 1978

A Bologna, negli anni Cinquanta, un gruppo di amici giovanissimi, diversi per estrazione sociale ma accomunati dalla passione per la musica jazz, fonda un’orchestrina, la "Criminal Jazz Band". Ciascuno dei componenti ha anche altri impegni con la scuola, con l’università o con fidanzate che si sentono trascurate, ma sono tutti ugualmente determinati a superare le difficoltà e ad esercitarsi quotidianamente con la band. Giuseppe, protagonista e voce narrante, vive con la sua famiglia; il nonno, arzillo e grintoso, è l’unico ad incoraggiarlo nel seguire le sue inclinazioni, mentre i genitori lo vorrebbero più dedito allo studio. Il gruppo arriva anche a sciogliersi, ma presto si ricompone per partecipare a un’importante competizione jazzistica. Nella sfida con la rivale Magistratus Jazz Band tutti i componenti s’impegnano al massimo e stavolta anche le rispettive famiglie sostengono i figli, il cui sogno è uscire dalla dimensione dilettantistica per accedere al mondo dei professionisti.

La gara comincia e l’esito resta incerto fino all’ultimo momento…

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Kappa

REGIA: Michele Fasano
ANNO: 1997

Tra il 1995 e il 1997 produce e dirige il film lungometraggio "KAPPA", liberamente tratto dalla piéce teatrale di Mario Giorgi "KOPPIA". Marco Sgrosso ed Elena Bucci sono interpreti sia della piéce che del film.

 

Una coppia di attori, compagni nella vita, chiusi nel loro appartamento, presi in un’accesa discussione, provano un copione i personaggi del quale sono, a loro volta, una coppia di attori. I dialoghi del copione e quelli della loro relazione sono simili, somigliano fino a confondersi. I due stanno per girare la scena di un film, che verrà realizzato in un teatrino barocco di provincia. Il piano della finzione e quello della realtà si confondono, fino a dimostrare che è la vita stessa ad essere costituita da tale commistione. Allo scenario dell’appartamento si alterna quello del teatro dove i due attendono l’inizio delle riprese: le quinte, i camerini, i corridoi, mentre la troupe prepara il set. Il montaggio alternato di vita e finzione si fa sempre più fitto, la realtà e la rappresentazione s’intrecciano e si confondono. Alla fine del film si scopre che l’appartamento dove abbiamo imparato a conoscere i due protagonisti nella loro privacy non è mai esistito: era solo la scenografia del set durante le riprese, la parte di film già girata. Scopriamo che tutto quel che si è visto è la ricostruzione soggettiva della relazione che lega i protagonisti; ricostruzione fatta da entrambi, durante un viaggio in automobile, stimolati dal copione che hanno interpretato. L’auto, una scatola tecnologica che li costringe insieme, si rivela essere l’unico luogo comune, dove ricordi e immaginazione vivono confusi nella rêverie che si produce spontanea sul paesaggio che scorre dietro i vetri. Il fatto che i due personaggi siano due attori e che tutto si svolga al chiuso, in teatro, non serve a farci conoscere qualcosa dell’arte della finzione, anzi, veniamo a scoprire l’artificiosità teatrale di dinamiche che ci accadono di continuo nella vita, il “copione” che detta e ripete la forma delle relazioni interpersonali in atto. Fuori della gabbia delle parole, il finale del film mostra come il più profondo mondo interiore degli uomini aderisca meglio ai paesaggi con cui la natura si dà a vedere: l'uno e l’altra, come il cinema, ci parlano meglio della vita e della realtà.

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Storia di ragazzi e di ragazze

REGIA: Pupi Avati
ANNO: 1989

Inverno del 1936: in una cascina delle colline di Porretta Terme fervono i preparativi per il pranzo di fidanzamento tra Silvia e Angelo, un giovane della ricca borghesia bolognese. La madre di Silvia non nasconde la tensione per la notizia che nella fabbrica del marito è stata appena riassunta una sua ex amante. Intanto a Bologna la madre di Angelo manifesta al figlio le sue preoccupazioni per la forte differenza di condizioni tra la sua famiglia e quella della futura sposa. Verso sera giunge alla cascina anche Domenico, spesso ospite della famiglia, in compagnia di una giovane donna francese. La mattina seguente, ad attendere alla stazione la famiglia di Angelo ci sono gli zii di Silvia. Dopo le presentazioni comincia il pranzo, ma in seguito a uno spiacevole incidente la tensione accumulata esplode; tuttavia nulla sembra veramente turbare l’idillio dei due giovani. Il momento culminante della festa è dato dalla consegna dell’anello a Silvia, dopodiché gli ospiti fanno ritorno a Bologna.

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Toto' al giro d'Italia

Toto' al giro d'Italia

REGIA: Mario Mattoli
ANNO: 1948

Il professor Totò è giudice in un concorso di bellezza e si innamora follemente di una donna che fa parte anche lei della giuria. Deciso a sposarla a tutti i costi, l'uomo accetta la condizione che quella, per liberarsi di lui, gli ha posto: vincere il giro d'Italia. Non sapendo nemmeno andare in bicicletta, Totò si dispera e si dice pronto a vendere l'anima a diavolo pur di riuscire nell'impresa. Appare allora il demonio che gli porge un contratto da firmare. Iscrittosi al giro, il professore vince una tappa dopo l'altra ed è sul punto di vincere il giro, quando il diavolo gli ricorda la promessa fattagli: un'ora dopo la vittoria, egli gli consegnerà l'anima. Disperato, Totò, con l'aiuto della donna amata che adesso lo ricambia, cerca di non vincere più, ma senza riuscirvi. Intanto, il demonio va ad aspettare il professore a casa sua. Qui, di fronte alla madre, dispone su un tavolo tre pupazzetti e dichiara che il professore resterà in testa fino a che lui lo vorrà. Ma la madre di Totò dà da bere al diavolo un sonnifero e rovescia il pupazzetto che simboleggia il figlio. Contemporaneamente, Totò cade dalla bicicletta e viene eliminato. La sua anima ormai è salva.

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La vita come viaggio aziendale

REGIA: Paolo Muran
ANNO: 2006

Silvano Bignozzi e Lino Toselli sono viaggiatori molto particolari. 
I due venditori, originari della zona di Bologna, hanno lavorato per la stessa ditta per trent'anni, vendendo grappa, spumante, e camomilla ai bar e ristoranti della zona. Nonostante le loro differenti tecniche di vendita, sono entrambi molto bravi nel loro lavoro. Così bravi da aver vinto venticinque viaggi premio negli angoli più esotici del pianeta – tutti offerti dalla ditta per cui lavorano. Quest’anno andranno a Cuba – il loro ventiseiesimo viaggio premio – e sebbene la ditta non lo sappia, anche il loro ultimo viaggio.

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